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Scontri alla Foce, Salis e Bucci condannano le violenze. La Sindaca: «Genova resti una città di pace»

Durante il corteo contro la sede di Casapound in via Montevideo un gruppo di manifestanti attacca gli sbarramenti della polizia: feriti otto operatori e danneggiati mezzi e auto in sosta. Salis e Bucci esprimono solidarietà alle forze dell’ordine e ai cittadini

Momenti di forte tensione ieri sera alla Foce, dove era in corso una manifestazione di protesta convocata da Genova Antifascista per chiedere la chiusura della sede cittadina di Casapound, in via Montevideo, a ridosso di piazza Alimonda. Dopo un primo tratto di corteo da piazza delle Americhe, una parte dei circa 150 manifestanti ha tentato di forzare gli sbarramenti della forza pubblica schierati a protezione del circolo, dove si stava svolgendo un’iniziativa politica molto partecipata.

Quando è apparso chiaro che non sarebbe stato possibile raggiungere l’obiettivo, un gruppo di persone, con il volto coperto e caschi indossati, ha iniziato a colpire i reparti con una fitta serie di lanci: bottiglie e rifiuti recuperati da cassonetti rovesciati, cubetti di porfido e tondini metallici prelevati da un cantiere privato, oltre a petardi, fumogeni e artifizi pirotecnici. Gli attacchi si sono concentrati soprattutto sullo sbarramento di via Odessa, posto a diretta protezione della sede di Casapound.

Nel corso degli scontri sono rimasti feriti un funzionario della Questura, un operatore al suo fianco e sei appartenenti al VI Reparto Mobile, tutti costretti a ricorrere alle cure ospedaliere. Pesante anche il bilancio dei danni materiali: quattro mezzi di servizio sono stati colpiti e danneggiati, con carrozzerie ammaccate, protezioni divelte e apparati esterni compromessi, mentre diversi residenti hanno trovato auto, vetrine e facciate dei palazzi segnate dai lanci.

Per impedire il contatto diretto tra i militanti antifascisti e quelli di Casapound, nel frattempo scesi in strada, le forze dell’ordine hanno fatto uso di lacrimogeni a mano per disperdere i gruppi più facinorosi e hanno accompagnato in sicurezza residenti e simpatizzanti dell’organizzazione di estrema destra allontanandoli dalla zona. I servizi di ordine pubblico sono proseguiti fino a tarda sera, con identificazioni mirate e una vigilanza rafforzata sulle aree considerate sensibili, mentre la viabilità è tornata regolare solo intorno alla mezzanotte, dopo la bonifica da vetri rotti e oggetti contundenti.

Nelle ore successive sono arrivate le prese di posizione istituzionali. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha espresso «solidarietà agli agenti feriti e a chi ha subito danni», ricordando che in una città «orgogliosamente antifascista» il dissenso ha sempre spazio, ma va esercitato senza alcun ricorso alla violenza. «Genova è e vuole restare una città di pace – ha sottolineato –. Manifestare è un diritto fondamentale, ma non può mettere a rischio l’incolumità delle persone e danneggiare la città».

Il presidente Marco Bucci, che ha definito «inaccettabile» quanto accaduto, parlando di «un grave episodio di violenza politica» ai danni sia degli appartenenti alle forze dell’ordine sia dei cittadini che hanno riportato danni ai propri veicoli. Bucci ha ribadito che nessun ideale può giustificare simili comportamenti e ha auspicato una condanna netta e condivisa da parte di tutte le istituzioni e delle forze politiche.

La Digos ha avviato le indagini per ricostruire ruoli e responsabilità dei partecipanti agli scontri, anche ai fini del risarcimento per i danni causati ai beni pubblici e privati. Nel frattempo sono in fase di raccolta le denunce di chi si è trovato l’auto, la vetrina o le pareti del proprio condominio colpite nel corso dei disordini.


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